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Mille altre vite: come un toro ed una ragazza, insieme, possono abbattere tutte le gabbie

Immagine di Arianna Fraccon

Arianna Fraccon

Freedom #92

Oggi ti scrivo io, perché ci terrei molto che vedessi un video dedicato a Casimiro, un toro che ha vissuto al Capra Libera Tutti e che oggi non è più con noi, ma in un certo senso è come se non se ne fosse mai andato. 

Alcune storie sono troppo potenti per essere confinate in pochi secondi o caratteri su un social media. 

Quella di Casimiro è senza dubbio una di quelle. 

A volte bisogna immergersi completamente ed è questo che speriamo possiate fare attraverso questo video. 

Sai perché è così importante trovare sempre nuovi modi e spazi per raccontare le storie degli animali?

Perché le intersezioni tra le storie degli animali e il mondo fuori di qui possono dare vita a delle occasioni incredibili.

Animali e persone non sono fatti per restare imbrigliati in un recinto o chiusi in gabbie (fisiche e mentali).

Le nostre vite nascono per essere vissute a pieno, per incontrarsi, dialogare, essere viste, ascoltate e comprese. 

Solo riportando al centro le vite che sono state spinte ai margini possiamo costruire una società davvero accogliente e inclusiva. 

Per capire meglio cosa voglio dire, ora vorrei portarti con me in un breve viaggio nello spazio e nel tempo. 

Due primavere fa, per la prima volta, sono stata a Scampia, a Napoli. 

Mi ci ha portato Sesa, una cara amica, che lavora lì da oltre 20 anni. 

Ha un’associazione sportiva che si chiama Circo Corsaro e fa laboratori di circo sociale senza animali destinati a bambini, bambine, ragazzi e ragazze di quel quartiere.

Appena ho messo piede nel quartiere mi sono subito resa conto che la realtà era molto diversa da quella che avevo conosciuto attraverso i racconti sensazionalistici dei telegiornali e il clamore di certe serie tv. 

Sesa mi aveva invitata a conoscere più da vicino il suo lavoro e realizzare un video: non potevo ancora immaginare dove questo invito mi avrebbe portata e che un giorno, in qualche modo, vi avrei portato con me.

In una palestra all’interno di un grande teatro, proprio davanti alle famose vele, c’erano decine di bambini e ragazzi che si arrampicavano rumorosamente su e giù per trapezi e tessuti, fluttuando sospesi nell’aria. 

In uno strano equilibrio tra tensione e leggerezza, attraverso i loro corpi tutti diversi e meravigliosi, stavano imparando a osservare le cose da un’altra prospettiva. 

La magia del circo (quello senza animali, ovviamente) è proprio la possibilità di costruire un mondo di sogno dove tutti gli stereotipi e le etichette che ci opprimono nella vita reale vengono abbattuti.

Sono rimasta in silenzio, a osservare questo piccolo mondo magico, mentre pensavo a quanto quel luogo mi ricordasse Capra Libera Tutti, la nostra palestra sulla montagna, il nostro laboratorio di possibilità e diversità. 

Stavano preparando qualcosa di grande per il quartiere: uno spettacolo di fine anno dove avrebbero messo in scena tutto quello che avevano imparato e rielaborato nei mesi passati.

Quello che Sesa non mi aveva ancora svelato però, era una sorpresa incredibile che ha come protagonista Imma, una giovane ragazza di Scampia, e che oggi voglio condividere con te. 

Questa non è solo la storia di Casimiro, di Sesa e di Imma.

È una storia che abbiamo costruito insieme, perché Capra Libera Tutti non è un’isola (e in fondo nessuna persona lo è). 

Siamo profondamente connessi, come anche tutti i temi e problemi che attraversiamo lo sono.

Di fronte a un sistema che frammenta, polarizza e divide, raccontare storie è un modo per resistere, ristabilire le connessioni e illuminare le radici sotterranee che ci tengono ancorati a questa terra. 

A questo punto non voglio dilungarmi ancora e ti affido la visione di questo viaggio oltre i confini.

Dentro c’è tutta la commozione di un ricordo indimenticabile, tutta la rabbia di chi si porta addosso un’etichetta dalla quale non riesce a liberarsi e la passione di chi lavora con determinazione per creare spazi sicuri, dove ogni individuo possa finalmente esprimersi a pieno.

“Possiamo essere tante cose” come dice Sesa: nessuna di queste può definirci e limitarci, ma tutte contribuiscono a rendere il nostro percorso davvero unico e importante. 

Ti risuonano queste parole? 

In fondo è questo il mondo che vorremmo e che stiamo cercando di creare insieme. 

Spero che questo video ti piaccia.

Dopo averlo visto sono curiosa di sapere che cosa ne pensi: presto riprenderemo a esplorare nuovi modi di raccontare storie sul nostro canale YouTube e il tuo feedback è importante per capire la giusta direzione.

Nessuno si salva da solo, ma insieme possiamo fare la differenza,

Arianna

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