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Brioso, il cavallo che non voleva stare con i cavalli (i suoi primi due anni di libertà)

Immagine di Simone Scampoli

Simone Scampoli

Tra le centinaia di storie che condividiamo, ce n’è una ogni tanto che, per qualche motivo, risuona in modo diverso con chi la scopre.

Quella di Brioso è sicuramente una di quelle.

Migliaia di persone si sono commosse leggendola, ci hanno scritto, l’hanno condivisa, hanno scelto di adottarlo per sostenere il percorso che sta facendo.

Negli ultimi due anni abbiamo dedicato diversi numeri di Freedom per raccontare proprio quel percorso di chi è arrivato che sembrava un fantasma e ora si sta riprendendo tutto ciò che per oltre 20 anni gli è stato negato.

Se mi avessi chiesto a luglio 2024 come sarebbe andata a finire, ti avrei di certo detto una cosa sbagliata perché di colpi di scena (vedrai) ce ne sono stati molti.

Sono 4 episodi, più uno extra con le ultime novità che non abbiamo ancora condiviso.

Il primo te lo lascio raccontare da Massimo, degli altri me ne occuperò io (nel corso della lettura capirai perché).

Buon viaggio.

Episodio 1 – Il lusso di invecchiare: la storia di un cavallo che ne ha viste tante.

Freedom #6 – Luglio 2024

In questo afoso venerdì di luglio vorrei parlarti di vecchiaia.

“Che bello, un argomento allegro e leggero”.

Magari hai pensato qualcosa del genere, ma fidati perché te ne parlerò raccontandoti una storia che ha un lieto fine.

Sai, la vecchiaia è una fase della vita che purtroppo viene negata a tanti animali (cioè miliardi).

L’industria che li alleva ha fretta. Deve bruciare le tappe per guadagnare il più possibile con il minor spreco di risorse.

E quindi una volta che un animale ha raggiunto “il peso giusto” o una volta che la sua produttività cala sotto certi standard, gli viene regalato un biglietto di sola andata verso il macello.

Molti degli animali che oggi abitano Capra Libera Tutti infatti sono arrivati qui ancora giovani, dopo essere scampati per qualche motivo a quel viaggio senza ritorno.

Non tutti gli animali però vengono sfruttati nello stesso modo e alcuni devono passare anni e anni della loro vita a far divertire noi esseri umani.

È il caso di Brioso, un cavallo con una lunga storia alle spalle e che dal 14 giugno scorso vive qui con noi.

È arrivato qui che era scheletrico.

Spesso i cavalli che hanno una certa età iniziano ad avere problemi con i denti ed è la prima cosa che di solito si controlla per capire come stanno.

Nel suo caso però erano stati sistemati, quindi abbiamo chiesto al veterinario se non ci fossero malattie nascoste.

Per fortuna la risposta è no, così abbiamo cercato la causa di quella magrezza nel suo passato.

Nel 2016 era stato regalato a una signora che lo ha tenuto per un po’ con sé.

Le vuole davvero bene, tant’è che ancora adesso lo viene a trovare e si interessa alla sua salute.

Questa signora però si è trovata per diversi motivi a dover mandare Brioso in un altro luogo.

Lì non era l’unico cavallo ed è probabilmente quello l’elemento che ha complicato le cose.

È un cavallo molto timido e ciò che sappiamo di lui ci porta a pensare che la dominanza di altri cavalli possa averlo portato a mangiare poco.

Da quando è qui sta seguendo un’alimentazione specifica e ben curata e ha già ripreso molti chili.

Con l’aiuto di un etologo faremo in modo che l’inserimento nel resto del branco vada per il meglio e possa iniziare a godersi a pieno la vita qui.

È un cavallo con una grande dignità, noi cerchiamo di non invaderlo, di lasciargli i suoi spazi. È lui di sua spontanea volontà a venirci a salutare, a chiederci ciò di cui ha bisogno.

Ha un comportamento che non poche volte riesce a farci commuovere.

A differenza di altri cavalli arrivati qui da puledri, come Santiago, negli occhi di Brioso vediamo quella saggezza di chi in 20 anni di cose ne ha viste e vissute tante.

Vediamo però anche la sua schiena inarcata verso il basso, che racconta di un puledro che probabilmente è stato sellato troppo presto e troppo a lungo.

Per tanto tempo ha dovuto fare trekking di diversi giorni portando chissà che peso sulla schiena.

I cavalli sono animali fieri e forti, viene ormai ritenuto normale cavalcarli a nostro piacimento, ma la verità è che di loro la maggior parte delle persone sa troppo poco.

Per questo abbiamo pubblicato un video per presentarti come si deve Brioso, ma anche per approfondire alcuni temi che riteniamo di grande importanza.

È un video che ci sta a cuore, eccolo:

Anche se il suo passato non è stato dei migliori, ora che Brioso è arrivato qui faremo del nostro meglio per dargli il riposo e la vecchiaia che merita.

Una vecchiaia dignitosa, come lui.

Ai sogni che si avverano,

Massimo

Episodio 2 – Come sta Brioso? Il suo percorso di scoperta continua.

Freedom #19 – Ottobre 2024

Se hai guardato il video potresti pensare che Brioso vive ancora nell’area eventi, ma tra poco scoprirai che non è più così.

Sarebbe stato sbagliato catapultarlo subito in mezzo agli altri cavalli, ognuno di loro è diverso e non è detto che si sarebbero piaciuti.

A maggior ragione non sarebbe stata la mossa giusta data l’età di Brioso e sapendo che in tutta la sua vita non ha mai vissuto con altri cavalli.

Il suo primo periodo qui è stato quindi di scoperta, di avventura, di svago.

Anche lui, come tutti i cavalli sfruttati e tenuti rinchiusi, non era abituato a esplorare l’ambiente in cui vive e l’area eventi è stata un’esperienza enorme.

Ha potuto vedere tante cose e scoprire animali che non aveva mai visto prima.

In quella zona però teniamo anche del cibo e col tempo per lui era diventato un chiodo fisso.

Ho pensato che non fosse la cosa migliore per il suo percorso di riscoperta di sé, così ho chiesto consiglio a Francesco de Giorgio, l’etologo antispecista che ci sta aiutando.

Era d’accordo con me che fosse il momento di farlo spostare in un’altra zona.

Il terreno dei cavalli è molto grande, così abbiamo creato una recinzione per dividerlo in due parti: quella alta destinata a Brioso e quella bassa agli altri sei.

È iniziata così una nuova fase che lo ha portato ad avvicinarsi sempre di più agli altri cavalli.

Già quando era nell’area eventi avevano modo di stare vicini, di guardarsi, di annusarsi e quella fase è stata fondamentale per farlo arrivare a dov’è ora.

Di recente, su consiglio di Francesco, ho aperto un varco che c’è nella recinzione per provare a far entrare Carmen nel terreno di Brioso. Non ne ha voluto sapere, così ho provato con Frida. 

Stesso esito.

Ho provato con loro perché in un certo senso sono le più pacifiche tra i cavalli, ma forse quel varco è sembrato strano, forse non capivano perché mai si sarebbero dovute separare dal branco.

Un giorno stavo riprovando con Frida, che di nuovo non voleva. Così non ho insistito e le ho tolto la capezza.

Era comunque vicina al varco, così ho pensato di andare da Brioso a vedere se magari aveva voglia di avvicinarsi a lei e in quel momento c’è stata una sorpresa.

Frida, di sua spontanea volontà, era entrata e i due si erano incontrati.

Dopo un po’ lei ha deciso di girarsi e uscire e Brioso ha fatto lo stesso, facendo così la sua prima esperienza nel terreno dei cavalli.

Non è andata esattamente bene, non essendo abituato a stare con altri cavalli scappava e si allontanava.

Ho aspettato quindi che si tranquillizzasse e sono andato a recuperarlo.

Sulla via del rientro eravamo in missione tra gli alberi per essere invisibili agli altri cavalli.

In realtà ci avevano visto benissimo, ma non sembravano indispettiti, solo curiosi, magari di conoscerlo più a fondo.

Lui non lo era e va bene così.

Da quel momento, ogni giorno apriamo il varco per lasciare che chiunque possa entrare in un terreno o nell’altro per conoscersi sempre meglio.

Brioso non ha ancora grande interesse nel fare questa conoscenza, ma è una fase.

Ha bisogno di pensare, di capire e di farsi un’idea più precisa di cosa lo può aspettare nel terreno con gli altri cavalli.

Devi sapere che in questi mesi lo abbiamo alimentato tantissimo. Ha ripreso del peso ma c’è ancora tanta strada da fare, come puoi vedere dalla foto.

Il cavallo Brioso dopo che ha ripreso del peso

Quando avrà riacquistato la giusta forma fisica capiremo se togliere la recinzione o meno.

Fino ad allora, tenerli ancora divisi ci dà la sicurezza che mangi quanto gli serve.

Come avrai capito la storia di Brioso è una storia di pazienza, di delicatezza, di piccole e grandi scoperte.

Avrà tutto il tempo che vuole e intanto, ogni giorno, potrà decidere se oltrepassare quel varco.

Personalmente sto imparando tantissimo dalla vicinanza a Brioso (e dai consigli di Francesco) e l’unica cosa che posso fare è assicurarmi che abbia tutto ciò che gli serve per prendere in mano la sua vita come crede.

Per capire se ci stiamo riuscendo, ti lascio al terzo episodio.

Episodio 3 – Condividere, non dominare. Ecco come prosegue l’avventura di Brioso.

Freedom #34 – Gennaio 2025

Dall’ultimo episodio raccontato a ottobre, di cose ne sono successe.

La recinzione che lo separa dal resto del branco non esiste più e la sua avventura alla scoperta di se stesso continua.

Il percorso di inclusione sociale nel branco di cavalli potrebbe richiedere molto tempo, ma potrebbe anche non accadere mai.

Vivere una vita isolata per tanto tempo (più di 20 anni), gli ha fatto sviluppare un’identità solitaria che oggi non lo porta a essere interessato, incuriosito o a sentire la necessità di stare con gli altri cavalli.

Loro a volte si avvicinano a lui, singolarmente o in gruppo.

Brioso però potrebbe vederli come estranei e spesso si sposta.

Non sa come si socializza in un branco, specie in uno molto giovane e coeso e con una struttura sociale che per lui è sconosciuta.

È importante sottolineare che non deve essere visto come il poverino che se ne va perché sottomesso dagli altri.

Se ne va perché non si sente a suo agio, non conosce quelle dinamiche, vive una situazione sconosciuta da cui preferisce allontanarsi, cosa che forse farei anch’io.

A volte però passa del tempo con Eddie e Macchia (le due pecore) e Tananai (il vitello ormai cresciuto), si sdraiano anche insieme.

Sta facendo un percorso per capire chi è, dove vuole stare e con chi vuole stare.

Seguire questo suo percorso ci fa riflettere, ci fa capire che noi esseri umani continuiamo a proiettare le nostre aspettative sugli altri individui, anche non volendolo.

Brioso invece ci ricorda che ogni essere vivente è diverso, ha il suo percorso di vita, i suoi interessi e sa scegliere benissimo per se stesso.

Proprio a proposito di scelte, ho vissuto di recente momenti molto emozionanti con lui.

Vedi, per quanto sbagliato e manipolatorio, il rapporto con l’essere umano è quello che conosce di più.

È stato abituato a ricevere comandi continui, solo ora che è qui è libero e sto provando a fargli vivere esperienze diverse da quelle che ha conosciuto in passato.

Ogni giorno andiamo sopra al Santuario, dove c’è tanta erba fresca e nutriente che a lui fa un gran bene.

Da lì provo a portarlo in avventure (quando ne ha voglia) a lui familiari, ma in un modo nuovo.

Con l’aiuto della cavezza saliamo fino a buon punto della Montagna Libera Tutti.

Non cerco di dominare la camminata, ma di lasciarmi guidare da Brioso. Lascio che sia lui a scegliere la strada.

È già molto emozionante rendermi conto che mi chiede di andare in una certa direzione, ma la parte migliore deve ancora arrivare.

Piuttosto lontani da casa, decido di togliergli la cavezza e vedere che sarebbe successo.

Lì inizia la magia: in alcuni momenti io seguo lui, in altri lui segue me.

Non mi è mai capitato di vivere una cosa del genere.

Mi ritrovo protagonista con lui di immagini che raccontano di come sia possibile condividere un’esperienza senza che sia l’essere umano a decidere come dev’essere.

Nessuno cerca di dominare. Mai avrei pensato di poter osservare queste scene.

C’è una cosa che mi affascina molto (e che, di nuovo, mi emoziona) in tutto questo: chissà cosa pensa Brioso che non ha mai vissuto niente di simile.

Gli è sempre stato imposto cosa fare, dove andare, chi portare sulla groppa e invece in quel momento, con me al suo fianco, sta vivendo un’esperienza totalmente condivisa.

È anche in queste nuove possibilità per gli animali che sta l’enorme valore di un luogo come Capra Libera Tutti in cui a regnare sono il rispetto, la cura e la libertà.

E ora, c’è il quarto episodio ad aspettarci con un bel colpo di scena…

Episodio 4 – Guarda un po’ chi c’è qua. La bellezza di ritrovarsi.

Freedom #75 – Novembre 2025

Questa storia non smette di sorprenderci, di farci fare domande, di darci insegnamenti importanti.

Lui è arrivato qui il 14 giugno del 2024, scheletrico.

Per quasi tutti i 20 anni della sua vita era stato usato per fare trekking.

La schiena incurvata, un’aria timida e degli occhi pieni di quella saggezza di chi di cose ne ha passate tante.

Chi lo ha conosciuto da poco forse non immaginerebbe che stiamo parlando di Brioso.

Ora è molto diverso, lo chiamiamo il principe e da quel giorno di giugno a oggi ne ha fatta di strada.

All’inizio sembrava non sapere cosa farsene della libertà, perché non l’aveva mai conosciuta.

Era abituato solo a dover rispondere a continui ordini, non aveva neanche mai potuto scoprire cosa c’era intorno a sé.

Passo dopo passo lo abbiamo aiutato proprio ad aprirsi all’esplorazione, grazie anche a un percorso con un etologo.

Lo abbiamo fatto avvicinare molto gradualmente ai cavalli, ma ci ha dimostrato chiaramente che non voleva stare con loro.

Aveva bisogno del suo tempo per capire chi è e lo abbiamo ovviamente rispettato.

Abbiamo iniziato a fare delle passeggiate sulla Montagna Libera Tutti, dove c’è tanta erba fresca da mangiare e dove potevamo fare nuove avventure quando ne aveva voglia.

All’inizio serviva l’aiuto della cavezza, poi piano piano è arrivato a saper decidere dove voleva andare.

Abbiamo continuato ad accompagnarlo nell’area dove c’è accesso alla montagna, così che potesse mangiare, passeggiare e decidere come organizzarsi la giornata.

Qualche tempo fa poi succede una cosa che ci sorprende tantissimo.

Massimo mi manda un video mentre era giù dai bovini e mi dice:

“guarda un po’ chi c’è qua”.

Totalmente a suo agio, come se avesse sempre vissuto con quelle mucche, c’era Brioso.

Ci piace dedicare la giusta attenzione a ogni storia, quindi ci perdonerai se ti teniamo ancora un po’ sulle spine.

Il Santuario è anche un raccoglitore di storie, le nostre. La storia di agnellini salvati dal pranzo di Pasqua, la storia di amicizia tra esseri viventi, la storia di una casa piena di animali che si affacciano alla finestra.

Che sia una pecora, un coniglio o un maiale, sono gli animali il cuore pulsante del Santuario. Qui hanno il libero arbitrio, la facoltà di andare dove vogliono, persino di andare via e di non tornare mai più.

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7 commenti su “Brioso, il cavallo che non voleva stare con i cavalli (i suoi primi due anni di libertà)”

  1. Vi ammiro per quello che fate, che condivido appieno. Però sono anche invidioso, perché avrei voluto avere il tempo di stare anch’io con gli animali come mi come desideravo sin dall’infanzia. Mi consolo con i miei 8 gatti, tutti in casa: Saverio Vittorio Lilli Brunello Mascherina Plutonia Fiammetta e Pallino. Tutti strappati alla strada e alla morte.

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  2. In qualche modo comprendo il vostro approccio con Brioso perché, seppur in modo diverso, l’ho vissuto anche io.

    Quando aveva sei mesi ho cominciato a portare il mio cagnolino Cuki a lavorare con me: faccio la postina e avevo una zona di campagna perciò potevo fare tutte le stradine e passare per i campi lasciandolo libero.

    Lo passavo a prendere alle 9 e tornavamo a casa alle 2.
    A pranzo ci fermavamo anche a mangiare in trattoria: io prendevo il primo e a lui prendevo il secondo.

    Per me è stato il periodo lavorativo più bello di tutta la mia vita.
    Lui si era anche fatto delle amicizie, femminili ovviamente e stavamo bene.

    Dopo 4 anni però mi ha fatto capire che non ne aveva più voglia dandomi la schiena e letteralmente sbuffando.

    Così ho rispettato la sua scelta, seppur a malincuore e nn l’ho più portato con me.

    Senonché un giorno durante una passeggiata fuori dal lavoro mi ha fatto capire, indicandomela col naso, quale strada avrebbe preferito fare.

    Per me è stato un momento bellissimo.
    Ho apprezzato moltissimo che lui mi dicesse dove voleva andare: la passeggiata era per lui, non per me!
    Da quel momento l’ho seguito dappertutto e pur dovendo tenerlo al guinzaglio sia perché viviamo in città, sia perché era litigioso con gli altri maschi, cercavo di farlo sentire il più libero possibile assecondando le sue soste , le sue corse o semplicemente una camminata in cui non si sentisse “tirato”.

    Mi piaceva che avesse carattere : non gli piaceva fare certe strade e non c’era verso di riuscire a fare qualche commissione per me durante le passeggiate.

    Ma a me non importava: le commissioni potevo farle da sola, l’importante è che lui potesse sentirsi libero e con lui ho vissuto belle esperienze perché incontravamo sempre persone simpatiche con cani femmina e lui era felice!

    Le rare volte che per motivi di tempo dicevo scegliere io il percorso era un disastro: solo maschi con umani antipatici!

    Credo che quando viviamo con un animale lasciarlo essere libero di esprimersi sia la cosa più bella.

    A me lo hanno insegnato i miei genitori sono fortunata.

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  3. Saper ritrovare sè stessi e comprendere chi si è veramente, smascherare la propria identità per viverla appieno è lo scopo della vita, ma sembra la cosa più difficile del mondo visto che l’essere umano per primo spesso vive vite improprie fatte soprattutto di convenzioni sociali. E questa negazione dell’armonia della vita viene imposta anche agli animali, dando loro funzioni e ruoli di comodo, crudeli e assassini. Tutto ciò è contrario allo spirito della creazione e del libero arbitrio e genera solo dolore e inadeguatezza. Grazie per quello che fate al Santuario, vi sostengo perché sogno anch’io un mondo in cui ciascuno possa esprimere sè stesso, nel rispetto reciproco secondo l’etica inscritta nelle nostre cellule, nelle cellule di tutti gli esseri viventi.

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